Quando ci affidiamo ad un professionista la prima impressione che abbiamo gioca un ruolo importante sulla nostra decisione finale di riporre in lui fiducia oppure no. Il logo, nel momento in cui ci si approccia ad un cliente, svolge esattamente lo stesso ruolo: è la prima immagine che un’azienda dà di sé, in modo immediato, ai propri potenziali clienti.

È importante che la prima impressione comunichi in modo corretto, cristallino ed efficace l’essenza stessa dell’azienda, i suoi valori, gli ideali e ciò che la contraddistingue dalle altre.

Ma cos’è esattamente un logo?

Qui dobbiamo fare una premessa.
Nel linguaggio comune si confonde spesso il termine logo con quello che in realtà, nell’ambito della grafica e dal punto di vista di tutela, viene chiamato marchio.
Facciamo un po’ di chiarezza.

La parola “Logo” è l’abbreviazione della parola “Logotipo”. Il logotipo, o logo, è solo uno dei componenti che, combinati insieme, formano il più amplio marchio.
Per logotipo si intende solo ed esclusivamente la parte scritta di un marchio (dal greco logos, parola).
Il marchio invece è l’insieme degli elementi testuali e visuali: il logotipo appunto e il pittogramma, un disegno più o meno stilizzato di un oggetto reale o di un concetto che si vuole rappresentare.

Sembra difficile, ma in realtà è più semplice di quel che apparentemente possa apparire. Procediamo con un esempio: tutti noi conosciamo il marchio Nike.

Il marchio Nike presenta entrambi i due elementi sopracitati: il “baffo” è il pittogramma, la scritta Nike è invece il logotipo.

Esempio marchio

Ora è tutto più chiaro, vero?
Ma non è finita qui: se vi dicessimo che il marchio può presentare anche ulteriori elementi?
Un esempio? Il Payoff.
Il Payoff è uno slogan, o meglio, LO slogan che racchiude ed esprime al meglio con poche e semplici parole, i valori, la storia, l’identità e la “mission” di un’azienda.
Ricordate il nostro esempio?

Esempio marchio

“Just do it” è il payoff del marchio Nike.

Il payoff “Just do it”, “fallo e basta” in italiano, è uno slogan forte e deciso che rimarca la determinazione e la risolutezza già insiti nel naming Nike.

Nel tempo i marchi possono subire modifiche ed evoluzioni, a volte anche estreme. Avete presente il marchio del nostro esempio?
Vi abbiamo in parte imbrogliato. Infatti dal 1995 il marchio Nike non presenta più il logotipo Nike nel suo marchio, ma bensì il solo “baffo”.
Essendo un brand ormai noto e consolidato, Nike ha potuto semplificare al solo caratteristico “baffo” il suo marchio, rendendolo ancora più riconoscibile e dall’impatto più immediato.

Evoluzione marchio

Evoluzione del marchio Nike.

Come si crea un marchio?

Il marchio attraversa diverse fasi durante la sua realizzazione, in ogni fase viene approfondito e sviluppato lo studio dei singoli elementi che lo compongono.

Per iniziare si parte dal concept, ossia gli elementi imprescindibili che si vogliono comunicare attraverso il marchio. Possono essere idee astratte o vere e proprie immagini legate ad oggetti reali.

È estremamente importante in questa fase vi sia una buona comunicazione col cliente, che deve saper raccontare la propria azienda, i suoi punti più salienti e i valori che porta avanti con essa.

Nel marchio Nike del nostro esempio, i punti cardine importanti da esprimere erano molteplici.
L’avvio della Nike è avvenuto attraverso la produzione di scarpe da corsa, era quindi fondamentale rappresentare la sensazione di velocità (raffigurata dall’onomatopeico “Swoosh” in inglese, il famoso “baffo”), il vigore e la tenacia, elementi fondamentali nella pratica di uno sport (simboli rappresentativi della Dea Nike, a cui si deve appunto la scelta del naming).

Rappresentazione della Dea Nike, o dea alata, simbolo di velocità, forza e vittoria nell’antica Grecia.
Rappresentazione della Dea Nike, o dea alata, simbolo di velocità, forza e vittoria nell'antica Grecia.

 

Altre fasi importanti nello sviluppo di un marchio sono la scelta del colore e del font, entrambi gli elementi vengono sviluppati tenendo conto della personalità del marchio in elaborazione, in modo da avere una comunicazione visiva lineare e univoca.

Questo è solo un piccolo scorcio dell’universo che c’è dietro il nostro lavoro.
“Se avrete la pazienza di seguirci” [semicit.], nelle prossime puntate vi accompagneremo in un piccolo tour attraverso il variegato mondo del graphic design.